domenica 23 dicembre 2012

24 DICEMBRE...IL MIO AMICO PIERGIORGIO


Domani è il 24 dicembre……….( Per saperne di più leggere : http://viaggievisioni.blogspot.it/2012/03/lo-sperone-centrale.htmlhttp://viaggievisioni.blogspot.it/2012/03/il-1974-finisce-in-tragedia.htmlhttp://viaggievisioni.blogspot.it/2012/03/1975-il-rifiuto.html  in questo blog)…Il 24 dicembre 1974 Piergiorgio moriva cadendo dalla parete nord del Camicia nel tentativo della prima salita assoluta invernale.
…………………….. e io sapevo che non sarei più andato con lui a dormire con le amache, appesi sotto i balconi, per prepararci ai bivacchi notturni. Sapevo che nessuno mi avrebbe più costretto a portare l’acqua al rifugio e che forse non avrei più cercato un compagno per arrampicare. Anzi, sapevo che forse non avrei più arrampicato………
     (io, Roberto e Piergiorgio. di spalle, dopo la salita allo Sperone Centrale)
.....le cose andarono diversamente e dopo molti travagli psicologici, l’anno successivo, tornai sulle pareti.  A tanti anni di distanza non mi piace ricordare quei giorni.

Cerco di cancellare ancora la funzione religiosa e la gita commemorativa al Fondo della Salsa . Andammo tutti noi del Soccorso, gli amici della Finanza e dei vari CAI della regione, fino sotto la parete nord del Camicia, dove innalzammo una targa e dove un sacerdote ricordò Piergiorgio. Avrei voluto non esserci andato, ma c’ero..”
                                foto di Sara Chiaranzelli
Quel natale del 1974 sembrava ormai dimenticato, forzatamente perso nei meandri della memoria, distrutto dalle occupazioni quotidiane, dai problemi della vita, dalle altre disgrazie, dalla presenza dei figli. Ma accadde poi che nel 1989 decisi di portare al Fondo della Salsa, sotto la parete nord del Camicia, mia figlia e i suoi amichetti.

                     Il Fondo della Salsa ( foto di Sara Chiaranzelli)
Erano passati 15 e anni e avevo letto che nel frattempo avevano battuto un sentiero. Una chiassosa e indisciplinata comitiva di piccole pesti si incamminò verso la montagna. Avevo solo occhi per controllare i movimenti dei furetti che comparivano e scomparivano tra gli arbusti ai margini del sentiero. Urla, risate, scherzi reciproci non mi avevano fatto alzare gli occhi. Era piena estate, il sole alto, scaldava i corpi sudati. Eravamo partiti molto tardi, ormai era già passata l’ora del pranzo e tutti i loro famelici stomaci reclamavano con insistenza l’agognata “stozza”. Li zittii ed intimai loro di continuare il cammino, promettendo un’avventura tra i sassi del rigagnolo che si getta dal fondo della Salsa. Come Dio volle arrivammo sani e salvi sotto la parete. 25 anni fa c’era un accumulo di neve alto circa 20 m, come un palazzo, che troneggiava su di noi. Un fiume di acqua usciva da una buia grotta alla sua base. IL sole era ormai nascosto dalla parete. Con tutti i bimbi seduti al sicuro, alzai finalmente gli occhi al cielo e vidi….
                   La parete nord ( foto di Sara Chiaranzelli)
vidi una parete ghiacciata, piccole valanghe scivolavano verso di noi che come automi, frastornati, ci aggiravamo alla sua base alla ricerca di…….di che cosa? Di un mucchio di ossa…..di un amico. Le mani gelate dal freddo, ma un freddo che non era esterno, veniva da dentro, non poteva essere combattuto.
                                   (foto di Sara Chiaranzelli)
Quante volte con Piergiorgio, ad ogni nevicata in città, ero andato in giro perennemente con una palla di neve tra le mani per abituarci al freddo, quando tutti portavano pesanti guanti! Cosa era servito? Ora, nel tetro ambiente scolorito dal freddo, le mani gelavano, il sangue si fermava. Ora, seduto con i bimbi, guardavo tra le rocce, tentando di scorgere il punto dove era successo…..
                                        (foto di Sara Chiaranzelli)
.....guardavo il pezzo di cielo che aveva accolto il volo, ero silenzioso. I miei monelli erano seduti, forse il silenzio che era sceso tra di loro era dovuto alla fatica, forse era il posto che incuteva rispetto. Seduti gomito a gomito, tutti guardavano in alto. Tutti seguivano il mio sguardo.
                               (foto di Sara Chiaranzelli)
Allora mi destai, scesi dalla parete ghiacciata…. e raccontai….raccontai, seduto in mezzo a loro, una favola. La favola di un amico che saliva sulla parete per cercare un tesoro che lo avrebbe fatto ricco. Il tesoro però era protetto da una strega malvagia che precipitava giù chiunque tentasse di impadronirsene. Ma il mio amico era un’impavido e riuscì ad impossessarsene nonostante che la strega facesse del tutto per impedirglielo, scagliandogli addosso pietre e valanghe. Il tesoro consisteva in un regalo bellissimo: un paio di ali che avrebbero permesso di volare dovunque si volesse. L’ultimo tentativo della strega per impedire che gli fosse tolto i tesoro andò a buon fine ed i mio amico precipitò nel vuoto. Ma ormai aveva le ali e dopo pochi secondi sapeva ormai volare.

Aquila avanti la Nord del Camicia (foto di Stefano Ardito scattata il 26/12/14 giorno della commemorazione di Piergiorgio)

Si librò nell’aria e salì verso la parete, verso il sole….ancora vola lassù.. Tornai giù con il cuore e le mani più calde. Chissà, forse veramente ancora vola lassù........insieme ai nostri sogni.
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Lo struggente commento di Tiziana Ficerai:
“……ho letto altre terribili storie, non le ho mai vissute per fortuna,ma è come se il cuore di fermasse ogni volta... "non c'è parete che valga una vita", ma ci sono vite che non possono stare senza pareti...che rispondono solo ad un richiamo ineluttabile...”
E la bellissima considerazione di Sara Chiaranzelli
Un luogo è in grado di contenere tante di quelle cose che solo a pensarci si ha l'intuizione dell'universo. Quante cose si perdono, quante si dimenticano, a pensarci mi viene una gran tristezza..” 

Vedere anche il blog di Sara :
http://naturagrezza.blogspot.it/2012/01/il-fondo-della-salsa-il-sentiero.html
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2 commenti:

  1. Sono uno di quei bimbi...Sono passati un po' di anni ma il ricordo di quel racconto mi ha catapultato in quella giornata passata in montagna!!La cosa bella è che di bei momenti a contatto con la natura ce ne avete regalati tanti...noi tanti piccoli puffi in mezzo alle rocce ed io che speravo di incontrare una vipera così tu potevi insegnarmi a catturarla!!!

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  2. caro jonnino . siamo noi genitori che dobbiamo ringraziarvi per quello che siate stati, per quello che siete e per quello che sarete. ci avete fatto passare momenti indimenticabili. ora aspettiamo solo che le generazioni passino e che possiamo riprovare quelle emozioni insieme a voi e ai nostri nipoti. ciao

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